Vola tra i lampi di blu....
Uno scatto del piede della Pivellina subito dopo la frattura dell'alluce.
Nota per le mamme: TENERE SEMPRE IN CASA CEROTTI CON DISEGNI. Funzionano meglio degli antidolorifici.
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mercoledì 19 febbraio 2014
venerdì 1 febbraio 2013
I'm not supermom.....
Purtroppo è tutto sospeso...Non riesco a portare a termine i miei macro e micro progetti attuali...Si è tutto arenato, e mi sento incalzata da un tempo sempre più tiranno. Corro da una parte, poi devo mollare tutto e cambiare direzione, poi succede qualcosa di imprevisto e due ore che dovevano tranquille diventano una corsa ad ostacoli.
Ho iniziato mille bozze di post da pubblicare ma non riesco a concluderle. Ho iniziato un bel progetto di nuovo blog ma non riesco a seguirlo. Sto avviando un'attività lavorativa densa e carica di entusiasmo, che meriterebbe davvero le dedicassi un po' più di tempo. Il libro che sto scrivendo a quattro mani (diciamo tre, visto che il mio contributo è piccolo piccolo) con il Dr Green è fermo. Devo riordinare il Gompa. Devo stuccare due pareti in cui si sono aperte delle crepe. Mettere una rete di sicurezza sul balcone. Aggiornare il mio CV. Organizzare un viaggio di nozze. Avviare il nuovo progetto "casa di bambola per Pivellina". Si è arenato il progetto del costume di Carnevale della Pivellina. Si è arenata l'organizzazione per la sua festa di compleanno. Il proposito di stesura di un bilancio familiare. Quello di un contest culinario. Ho il volantino del corso di Primo soccorso pediatrico, che sarebbe davvero una cosa fichissima, ma ancora non sono riuscita a chiamare per iscrivermi. Non riesco a vedere MAI (e la cosa mi addolora molto) due mie care amiche che so che in questo momento hanno voglia e bisogno di vedermi. La piscina è lì che mi aspetta. Mi sembra di non avere mai tempo per nulla.
Poco fa una mail per un invito a cena mi ha gettata nello sconforto: recitava "Facciamo che ognuno porta qualcosa?". Oddio, ho subito pensato.. E come faccio? Quando? Ho anche pensato: "E se porto dei soldi e loro comprano qualcosa?"...Sono un essere orribile...
Ieri, come ciliegina sulla torta, è successo questo:
Ora di pranzo - Pivellina ed io a tavola- Primo: Pasta con le zucchine e ok - Secondo: Cubetti di tofu e barbabietole - io ingollo tutto in un attimo e mi metto a caricare la lavastoviglie intrattenendo la Piccola con una storia - Lei mangia con le mani i cubetti di tofu - Mi volto un attimo - Mi rigiro - cubetto di tofu e dito infilato nel naso - "Togli il dito dal naso!"- il dito esce ma il tofu no.
Ed è iniziato il cinema. Vari tentativi di disostruzione con mezzi di fortuna, consulenza telefonica del papà ma impossibile far uscire qualcosa... e poi corsa al Pronto Soccorso. Pivellina in lacrime, pediatra che ventila l'idea di un trasporto in ambulanza in un presidio più grosso. Io mantengo la calma, per lei, per tranquillizzarla. Poi due angeli. Due infermieri-montagne dai modi meno delicati della pediatra mi tengono la Pivellina bloccata e dopo vari ravanamenti riescono a togliere il tofu dalla narice.
Poi si ride, si scherza, ci si bacia, ci si abbraccia. La Pivellina passa a salutare tutto il Pronto Soccorso, "Gassie signori" e manda baci. Le battute su quanto faccia male essere vegetariani si sprecano. Gli infermieri montagna salutano la Pivellina: "Hai una mamma davvero intelligente!Brava, calma...Di solito fanno delle scene!".
In macchina, tornando a casa con il sottofondo delle canzoni dello Zecchino d'oro, la mamma intelligente piange.
In silenzio.
lunedì 26 novembre 2012
Bambini e Drag Queen
Ieri sono stata al Teatro degli Arcimboldi con le mie amiche per assistere al musical "Priscilla: La regina del deserto", tratto (liberamente) dall'omonimo film. E' stato bello, bellissimo, allegro, vivace, colorato, divertente. Gli attori bravissimi, i cantanti, l'orchestra, il corpo di ballo, i costumi. E' una storia quasi più adatta al mondo del musical che a quello cinematografico. Abbiamo applaudito tantissimo, ballato, cantato e riso.
Mia mamma (Nonna Bubù) ha portato la Pivellina a spasso mentre io ero a teatro e mi ha chiamata nell'intervallo per raccontarmi cosa stavano combinando. Come, sempre, lei non sapeva a che spettacolo ero: si accontenta della definizione generica delle cose. Ad esempio: "sono andata a correre la staffetta alla Maratona" diventa "SEI ANDATA A CORRERE", oppure "mi sono laureata" diventa "HAI FATTO UN ESAME". Ieri, al telefono mi ha chiesto che spettacolo ero andata a vedere.
"Priscilla, la regina del deserto"
"Eh? Esci nel deserto? e cos'è?"
"No, mamma, Priscilla regina del deserto"
"E non capisco... Di cosa parla?"
"Di Drag Queen!"
"Ah ... sei andata a sentire i Queen!"
....
La cosa più assurda che ho visto ieri non sono stati abiti fatti di ciabatte infradito, spaccate, giravolte, acrobazie, torte di compleanno che ballavano, cantati liriche sospese su altissime altalene brillanti, uomini e donne in perizoma, dialoghi, battute sempre a sfondo sessuale e attrici che sparavano palline da ping pong dai propri genitali.
No, la cosa più assurda sono state, in mezzo al pubblico, due bambine. A prima vista 7 e 5 anni (ormai mi sta venendo l'occhio)
All'inizio ho pensato che si fossero perse, invece no. Erano lì con la mamma, che avrei voluto denunciare per aver portato le figlie a questo spettacolo.
Lei, invece, fiera della pensata che ha fatto, ha pure comprato alle bambine un boa fucsia.
Mia mamma (Nonna Bubù) ha portato la Pivellina a spasso mentre io ero a teatro e mi ha chiamata nell'intervallo per raccontarmi cosa stavano combinando. Come, sempre, lei non sapeva a che spettacolo ero: si accontenta della definizione generica delle cose. Ad esempio: "sono andata a correre la staffetta alla Maratona" diventa "SEI ANDATA A CORRERE", oppure "mi sono laureata" diventa "HAI FATTO UN ESAME". Ieri, al telefono mi ha chiesto che spettacolo ero andata a vedere.
"Priscilla, la regina del deserto"
"Eh? Esci nel deserto? e cos'è?"
"No, mamma, Priscilla regina del deserto"
"E non capisco... Di cosa parla?"
"Di Drag Queen!"
"Ah ... sei andata a sentire i Queen!"
....
La cosa più assurda che ho visto ieri non sono stati abiti fatti di ciabatte infradito, spaccate, giravolte, acrobazie, torte di compleanno che ballavano, cantati liriche sospese su altissime altalene brillanti, uomini e donne in perizoma, dialoghi, battute sempre a sfondo sessuale e attrici che sparavano palline da ping pong dai propri genitali.
No, la cosa più assurda sono state, in mezzo al pubblico, due bambine. A prima vista 7 e 5 anni (ormai mi sta venendo l'occhio)
All'inizio ho pensato che si fossero perse, invece no. Erano lì con la mamma, che avrei voluto denunciare per aver portato le figlie a questo spettacolo.
Lei, invece, fiera della pensata che ha fatto, ha pure comprato alle bambine un boa fucsia.
venerdì 19 ottobre 2012
Traumi, paure, fobie
Non si possono evitare e rappresentano proprio una fase di passaggio. Noi ci stiamo entrando a pieno ritmo. La Pivellina, che fino a ieri saltava in braccio a chiunque, guardava sorridendo immagini orribili di mostri e si metteva a ballare al ritmo dei Black Eye Peas, ora è un sussulto unico.
La scorsa domenica era in crisi. Eravamo invitati ad una festa di compleanno con tutti i bambini più grandi di lei. Sapendo quanto lei ami stare in mezzo agli altri non mi sono preoccupata più di tanto di prepararla a quello che sarebbe accaduto. Le ho semplicemente detto :"Andiamo al compleanno di Martina a giocare con tanti bimbi". Appena arrivati, c'era una grande confusione e, in mezzo a tutti i bambini, ce n'era uno con la faccia truccata di verde, da mostro. Appena la Pivellina l'ha visto ha avuto un sussulto e non è più stato possibile tenerla nemmeno nella stessa stanza. Piangeva e si aggrappava a me dicendo "A casa!A casa!". Abbiamo resistito un'oretta ma era troppo sconvolta e non sono nemmeno riuscita a mostrarle, con l'aiuto del bambino, che si trattava di un trucco.
Riflettendo sull'episodio mi sono ricordata che in tutti i manuali sullo sviluppo infantile che ho letto c'è una sezione, intitolata "PAURE". Generalmente si trova in fondo e io non ci ero mai arrivata, pensando che l'avrei letto quando la Pivellina sarebbe stata più grande. Ora è arrivato il momento di andarlo a scovare. Ecco cosa "portarsi a casa":
Per questo post ringrazio : Nonna Bubu, Brazelton, Insegnante di Acquaticità
La scorsa domenica era in crisi. Eravamo invitati ad una festa di compleanno con tutti i bambini più grandi di lei. Sapendo quanto lei ami stare in mezzo agli altri non mi sono preoccupata più di tanto di prepararla a quello che sarebbe accaduto. Le ho semplicemente detto :"Andiamo al compleanno di Martina a giocare con tanti bimbi". Appena arrivati, c'era una grande confusione e, in mezzo a tutti i bambini, ce n'era uno con la faccia truccata di verde, da mostro. Appena la Pivellina l'ha visto ha avuto un sussulto e non è più stato possibile tenerla nemmeno nella stessa stanza. Piangeva e si aggrappava a me dicendo "A casa!A casa!". Abbiamo resistito un'oretta ma era troppo sconvolta e non sono nemmeno riuscita a mostrarle, con l'aiuto del bambino, che si trattava di un trucco.
Riflettendo sull'episodio mi sono ricordata che in tutti i manuali sullo sviluppo infantile che ho letto c'è una sezione, intitolata "PAURE". Generalmente si trova in fondo e io non ci ero mai arrivata, pensando che l'avrei letto quando la Pivellina sarebbe stata più grande. Ora è arrivato il momento di andarlo a scovare. Ecco cosa "portarsi a casa":
- La maggior parte dei bambini viene assalito da un periodo di paure e questo avviene proprio quando stanno attraversando fasi di intensa attività di apprendimento. Autonomia e indipendenza creano un forte scombussolamento e le fobie servono a richiamare le energie per adattarsi a questo tipo di novità: imparando a controllare le sue paure, il bambino impara a controllarsi in tutta la sua spinta all'apprendimento.
- L'adulto deve "rispettare" il diritto del bambino ad avere paura di fronte a nuove esperienze invasive. Occorre ascoltarlo e capire esattamente di cosa ha paura. E poi è bello rassicurarlo dicendo che tutti i bambini hanno delle paure e che quando sarà più grande riuscirà certamente a sconfiggerle.
- Se possibile, il genitore deve preparare il bambino a quello che dovrà affrontare e che potrà risultare fonte di fobie.
- Nel momento in cui si scatena una crisi da fobia (ovviamente se non è notturna) l'adulto deve accettare che il bambino possa essere sconvolto e non si voglia staccare da lui. Può accettare persino che "regredisca"*, che si faccia cullare, che cerchi di ciucciarsi il dito, o che voglia il suo pupazzo preferito. E' contro producente spingerlo a superare in fretta la cosa. Si può cercare di coccolarlo per un momento ma sempre senza cedere alle sue richieste (nei limiti del possibile....ovviamente è meglio evitare che pianga disperato per 15 minuti di fila). Ad esempio se vuole andare a casa o salire in macchina, è meglio non accontentarlo. E' preferibile stare magari un momento appartarti con lui, mostragli qualche gioco, provare a distrarlo per calmarlo. Se si cede troppo presto, un bambino potrebbe usare queste "crisi" trasformandole in capricci per attirare l'attenzione.
- Può essere d'aiuto che l'adulto cerchi un alleato, un altro bambino o bambina (l'operazione con le femmine è più semplice) che possa mostrare al bambino in crisi che ci si può relazionare a una situazione difficile (ad es. accarezzare il mostro, spiegare che è finto...). Occorre che l'adulto eviti, però, frasi del tipo : "Guarda lui che bravo! Non fa come te che piangi!Vedi che non ha paura?"
- Superata la crisi, quando il bambino è tranquillo, è possibile provare a fargli affrontare la sua paura indirettamente con attività collaterali. Il giorno dopo la festa la Pivellina ed io siamo andate in un negozio di giocattoli e abbiamo comprato dei colori per il viso. Tornate a casa abbiamo giocato a pitturarci. Niente di particolarmente spaventoso: baffi da gattino, lentiggini da Pippi Calzelunghe. Lei si è divertita e spero che abbia iniziato ad assimilare il concetto che si tratta di un gioco, di un trucco che si può togliere. Altra attività collaterale può essere la lettura di un libro. Io ho trovato particolarmente indicato, per i 20 mesi della mia bambina :
- Potrebbe non essere necessario ritornare sull'episodio o sull'argomento direttamente. Utile è, invece, portare spesso il bambino a fare delle cose insieme. Anche solo la spesa, al parco, a trovare un amichetto. Così facendo ha modo di osservare mamma e papà e, oltre ad accrescere la sua fiducia verso di loro, avrà modo di osservare come reagiscono a situazioni che per lui sono di pericolo.
- Meglio evitare di farsi sentire mentre si racconta ad altri l'accaduto.
- Quando il bambino avrà finalmente vinto le sue paure è importante fargli notare il suo successo, per valorizzarlo e per consolidare la sua autostima
Per questo post ringrazio : Nonna Bubu, Brazelton, Insegnante di Acquaticità
martedì 2 ottobre 2012
Estevil
Io ci sono passata.
Un'amica, anche lei neomamma ma, diversamente da me, ben truccata, vestita alla perfezione e dallo sguardo sereno e riposato, mi ha sussurrato "Prova con il metodo Estevil, no?". Ed io sono stata tentata.
Io, che per fare addormentare la Pivellina le ho tentate tutte.
Io, che ho provato a svegliarmi anche 17 volte in una notte.
Io, che volevo prendere una badante che mi coprisse almeno una notte a settimana, per poter dormire.
Ma dopo essermi documentata sul metodo "Fate la nanna" non ce l'ho proprio fatta.
Il sonno, secondo Estevil, è un'abitudine e, in quanto tale, deve essere appresa e la si può apprendere sia a 0 che a 4 anni, quindi il metodo sarebbe applicabile a tutti i bambini. Un bambino appena nato, da quanto se ne deduce, è un essere assolutamente plasmabile e non c'è distinzione tra bimbi allattati al seno, a richiesta, o artificialmente. Già qui mi è scattato un campanello d'allarme. Nello specifico, poi, il metodo ha una serie di criticità. In sostanza funziona così:
- Prima di iniziare viene consigliato di avvisare i vicini che sentiranno il piccolo piangere molto, ma di non preoccuparsi, ha l'otite o sta mettendo i denti o ha le coliche (disturbi poco rilevanti e abbastanza cronici da rassicurare chi ci sta vicino)
- Si allestisce la cameretta come un ambiente piacevole..Pupazzetti, lucine, giostrine. Se il bimbo usa il ciuccio glielo si lascia per tutta la notte (il ciuccio? e se poi lo perde e si sveglia piangendo perchè l'ha perso?)
- Si trascorre un momento piacevole con il bambino, al termine del quale gli si dice che si esce dalla stanza ma che si è comunque vicini a lui (non occorre essere un pediatra per sapere che, se un bambino non vede la mamma, per lui la mamma non esiste..Non ha la capacità di capire che la mamma sta in un altro locale!)
- Si esce
- Il bimbo piange e i genitori hanno una tabellina che stabilisce dopo quanti minuti (o ore!) di pianto i genitori debbano rientrare nella stanza. Pian piano i rientri si diradano e nel giro di una settimana il bimbo dormirà una notte intera. Quando si rientra nella stanza non lo si deve assolutamente prendere in braccio ma bisogna dirgli "Siamo qui, siamo qui" o cantargli una ninna nanna.
Dopo aver letto questo metodo, personalmente ho deciso che non l'avrei applicato; mi sarebbe costato troppo pensare che mia figlia stava dormendo per rassegnazione ("Tanto la mamma non viene"). Inutile dirlo..Con lo svezzamento la situazione è migliorata e il sonno della Pivellina è stato più regolare (anche se aspetto ancora a cantare vittoria).
Un'amica, anche lei neomamma ma, diversamente da me, ben truccata, vestita alla perfezione e dallo sguardo sereno e riposato, mi ha sussurrato "Prova con il metodo Estevil, no?". Ed io sono stata tentata.
Io, che per fare addormentare la Pivellina le ho tentate tutte.
Io, che ho provato a svegliarmi anche 17 volte in una notte.
Io, che volevo prendere una badante che mi coprisse almeno una notte a settimana, per poter dormire.
Ma dopo essermi documentata sul metodo "Fate la nanna" non ce l'ho proprio fatta.
Il sonno, secondo Estevil, è un'abitudine e, in quanto tale, deve essere appresa e la si può apprendere sia a 0 che a 4 anni, quindi il metodo sarebbe applicabile a tutti i bambini. Un bambino appena nato, da quanto se ne deduce, è un essere assolutamente plasmabile e non c'è distinzione tra bimbi allattati al seno, a richiesta, o artificialmente. Già qui mi è scattato un campanello d'allarme. Nello specifico, poi, il metodo ha una serie di criticità. In sostanza funziona così:
- Prima di iniziare viene consigliato di avvisare i vicini che sentiranno il piccolo piangere molto, ma di non preoccuparsi, ha l'otite o sta mettendo i denti o ha le coliche (disturbi poco rilevanti e abbastanza cronici da rassicurare chi ci sta vicino)
- Si allestisce la cameretta come un ambiente piacevole..Pupazzetti, lucine, giostrine. Se il bimbo usa il ciuccio glielo si lascia per tutta la notte (il ciuccio? e se poi lo perde e si sveglia piangendo perchè l'ha perso?)
- Si trascorre un momento piacevole con il bambino, al termine del quale gli si dice che si esce dalla stanza ma che si è comunque vicini a lui (non occorre essere un pediatra per sapere che, se un bambino non vede la mamma, per lui la mamma non esiste..Non ha la capacità di capire che la mamma sta in un altro locale!)
- Si esce
- Il bimbo piange e i genitori hanno una tabellina che stabilisce dopo quanti minuti (o ore!) di pianto i genitori debbano rientrare nella stanza. Pian piano i rientri si diradano e nel giro di una settimana il bimbo dormirà una notte intera. Quando si rientra nella stanza non lo si deve assolutamente prendere in braccio ma bisogna dirgli "Siamo qui, siamo qui" o cantargli una ninna nanna.
Dopo aver letto questo metodo, personalmente ho deciso che non l'avrei applicato; mi sarebbe costato troppo pensare che mia figlia stava dormendo per rassegnazione ("Tanto la mamma non viene"). Inutile dirlo..Con lo svezzamento la situazione è migliorata e il sonno della Pivellina è stato più regolare (anche se aspetto ancora a cantare vittoria).
Estevil ritratta!
Lo scorso week end, tramite facebook, mi arriva questo link:
http://www.elpais.com/edigitales/entrevista.html?id=9446
E' il famigerato Estevil che ritratta.
Dice di aver compiuto delle ricerche che hanno rivelato che un neonato è immaturo per l'applicazione del suo metodo e che, per questo, deve essere riservato solo ai bambini al di sopra dei 3 anni.
Mi dispiace tanto ma:
1. Mamme e papà che l'avete applicato...Bastava buon senso per accorgersi che è basato su principi scarsamente scientifici, su una visione ottocentesca della pedagogia e della pediatria e su un desiderio estremo di fare soldi (anche con scelte sensazionali).
2. Provo un sottile piacere ripensando al papà di un piccolino di 8 mesi ad una festa di compleanno che mi elenca i successi ottenuti con questo metodo e che, di fronte alle mie perplessità, risponde: "Determinazione...Ci vuole determinazione, nella vita".
Per leggere un estratto agghiacchiante dell'intervista:
http://paternamente.blogspot.it/2012/09/incredibile-estivill-un-passo-indietro.html
http://www.elpais.com/edigitales/entrevista.html?id=9446
E' il famigerato Estevil che ritratta.
Dice di aver compiuto delle ricerche che hanno rivelato che un neonato è immaturo per l'applicazione del suo metodo e che, per questo, deve essere riservato solo ai bambini al di sopra dei 3 anni.
Mi dispiace tanto ma:
1. Mamme e papà che l'avete applicato...Bastava buon senso per accorgersi che è basato su principi scarsamente scientifici, su una visione ottocentesca della pedagogia e della pediatria e su un desiderio estremo di fare soldi (anche con scelte sensazionali).
2. Provo un sottile piacere ripensando al papà di un piccolino di 8 mesi ad una festa di compleanno che mi elenca i successi ottenuti con questo metodo e che, di fronte alle mie perplessità, risponde: "Determinazione...Ci vuole determinazione, nella vita".
Per leggere un estratto agghiacchiante dell'intervista:
http://paternamente.blogspot.it/2012/09/incredibile-estivill-un-passo-indietro.html
lunedì 10 settembre 2012
50 Sfumature..Ma anche no!
Qualche sera fa il dr.Green è stato chiamato in urgenza per addormentare qualcuno ed io, dopo aver addormentato a mia volta la Pivellina, ho iniziato a godermi la più classica delle serate casalinghe. Doccia, avanzo di pizza e poi piumone. Lampada da comodino accesa, catalogo dell'Ikea di fianco a me e netbook. Prima del catalogo Ikea, ho fatto un giro per i miei social net e, all'ennesimo post sul best seller del momento "50 sfumature di..", ho deciso che non potevo continuare a vivere nell'ignoranza e che era giunto il momento di documentarmi su questi volumi che (pare) abbiano addirittura surclassato il "mio" Stieg Larsson.
Insomma..Non ho letto i libri ma degli estratti e delle interviste all'autrice e devo dire che mi sono bastati. Per fortuna, poi mi sono ripresa con il catalogo IKEA, che mi ha regalato emozioni ben più forti.
Qualche riflessione:
- Il fatto che circolino estratti scaricabili free ed autorizzati (molto lunghi) su internet indica che la stessa autrice è convinta di intrigare a tal punto il malcapitato lettore che egli non potrà poi trattenersi dal'acquisto dei volumi. Con me non ci ha molto azzeccato. Anzi. In base a quel che ho letto ho deciso di non comprare.
- Parliamo dei protagonisti, ma soprattutto di lei: 22 anni, americana e...vergine? un po' di credibilità, almeno un minimo.
Forse ci sono parti più erotiche nel libro ma tra quelle che ho trovato l'apice era davvero questo:
"Voleva baciarmi proprio lì!"
Il tutto dopo che il tizio ha iniziato a baciarle il mignolino del piede, poi il dito successivo e via dicendo. Come è possibile che esistano personaggi delineati così? Nemmeno una 15enne appena uscita dal catechismo raggiungerebbe tali livelli di patetico.
- Paragoniamolo a Moccia e va bene. Peccato che Moccia lo leggevano le ragazzine in treno andando al liceo, mentre le "50 sfumature"lo leggono le loro mamme, la sera, mentre il marito è in videochat con le studentesse universitarie.
- Parliamo dell'autrice. L'ho vista e ascoltata. In un'intervista le chiedono quali siano i libri a cui si è ispirata lei cita subito Twilight, la saga dei vampiri più famosa del mondo. Le chiedono se tra le altre sue fonti c'è "Histoire d'O." e lei risponde di non avere mai sentito nominare questo libro. Questo è il vero dramma. Non mi interessa il contenuto, puoi fare lo scrittore delle peggiori perversioni del mondo, ma devi farlo bene. Documentati, studia. Magari prova. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E' come se un cuoco non sapesse fare un uovo sodo.
- Bondage: Io non conosco molto il settore ma tempo fa avevo visto un film "The secretary" che parla di una storia d'amore tra un sadico e una masochista. Divertente, realistico e con un bel messaggio alla fine (l'amore è sempre possibile, non importa come lo si faccia).Quello sì che può dare un'idea di cosa significhi il bondage. Secondo me l'autrice dei tre volumi si è presa troppo sul serio.
- Traumi infantili: l'autrice ha due figli. Immaginateveli a scuola, con i compagni...C'è da diventare matti ad avere una mamma famosa per avere scritto un libro semi pornografico.
In conclusione: ci sono così tanti libri da leggere che relativamente alle sfumature mi vien da dire "ma anche NO"
Insomma..Non ho letto i libri ma degli estratti e delle interviste all'autrice e devo dire che mi sono bastati. Per fortuna, poi mi sono ripresa con il catalogo IKEA, che mi ha regalato emozioni ben più forti.
Qualche riflessione:
- Il fatto che circolino estratti scaricabili free ed autorizzati (molto lunghi) su internet indica che la stessa autrice è convinta di intrigare a tal punto il malcapitato lettore che egli non potrà poi trattenersi dal'acquisto dei volumi. Con me non ci ha molto azzeccato. Anzi. In base a quel che ho letto ho deciso di non comprare.
- Parliamo dei protagonisti, ma soprattutto di lei: 22 anni, americana e...vergine? un po' di credibilità, almeno un minimo.
Forse ci sono parti più erotiche nel libro ma tra quelle che ho trovato l'apice era davvero questo:
"Voleva baciarmi proprio lì!"
Il tutto dopo che il tizio ha iniziato a baciarle il mignolino del piede, poi il dito successivo e via dicendo. Come è possibile che esistano personaggi delineati così? Nemmeno una 15enne appena uscita dal catechismo raggiungerebbe tali livelli di patetico.
- Paragoniamolo a Moccia e va bene. Peccato che Moccia lo leggevano le ragazzine in treno andando al liceo, mentre le "50 sfumature"lo leggono le loro mamme, la sera, mentre il marito è in videochat con le studentesse universitarie.
- Parliamo dell'autrice. L'ho vista e ascoltata. In un'intervista le chiedono quali siano i libri a cui si è ispirata lei cita subito Twilight, la saga dei vampiri più famosa del mondo. Le chiedono se tra le altre sue fonti c'è "Histoire d'O." e lei risponde di non avere mai sentito nominare questo libro. Questo è il vero dramma. Non mi interessa il contenuto, puoi fare lo scrittore delle peggiori perversioni del mondo, ma devi farlo bene. Documentati, studia. Magari prova. Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E' come se un cuoco non sapesse fare un uovo sodo.
- Bondage: Io non conosco molto il settore ma tempo fa avevo visto un film "The secretary" che parla di una storia d'amore tra un sadico e una masochista. Divertente, realistico e con un bel messaggio alla fine (l'amore è sempre possibile, non importa come lo si faccia).Quello sì che può dare un'idea di cosa significhi il bondage. Secondo me l'autrice dei tre volumi si è presa troppo sul serio.
- Traumi infantili: l'autrice ha due figli. Immaginateveli a scuola, con i compagni...C'è da diventare matti ad avere una mamma famosa per avere scritto un libro semi pornografico.
In conclusione: ci sono così tanti libri da leggere che relativamente alle sfumature mi vien da dire "ma anche NO"
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